Fine primo tempo
Scritto da Federica Turetta   
Sabato 18 Maggio 2013 21:05

Fine primo tempo!

Il 4 marzo si è conclusa la prima fase del progetto, che comprendeva la messa in atto di due incontri per classe, il primo, un viaggio nella migrazione di ieri e di oggi, il secondo, un'esperienza di migrazione nelle divertenti dinamiche del gioco cooperativo.

A breve comincerà l'ultimo atto, una gita di formazione molto particolare nella città di Varese, ma prima di affrontare ciò che resta, vogliamo volgere lo sguardo indietro per restituire qualcosa dalle voci dei ragazzi e dei volontari:

 

Ho conosciuto l’associazione Nessuno Escluso quest’anno proprio grazie alla mia partecipazione come volontaria al progetto “Scuole migranti”. I laboratori che abbiamo creato e che abbiamo proposto alle classi partecipanti al progetto hanno permesso ai ragazzi di addentrarsi in un tema tanto vicino quanto lontano da loro, vicino perché ha riguardato la loro storia, le loro radici e le loro origini, lontano perché nonostante siano immersi in una cultura poche volte hanno la possibilità di fermarsi e riflettere su quello che li circonda.

I ragazzi hanno potuto sperimentare come facciano parte di un'unica “mappa” geografica, in modo concreto perché effettivamente è stata usata una mappa, ma anche ideale perché il racconto di ogni singola storia di migrazione rendeva il mondo piccolo, lo faceva rientrare nelle quattro mura dell’aula scolastica. Con l’attività della “mappatura”, infatti, i bambini e ragazzi hanno potuto narrare ai compagni una parte della loro vita o della vita dei loro genitori e nonni che è rappresentata dal viaggio, dallo spostarsi da un luogo a un altro. Tracciando su una grande mappa la linea del viaggio si è formata una rete. Ogni singolo viaggio è stato valorizzato, sia quello più corto che da Legnano ha portato alla scuola, sia quello più lungo dove lo spostamento ha richiesto non solo un cambio di casa ma anche un cambiamento di tradizioni, cultura, lingua e punti di vista.

Dopo aver riflettuto sullo spazio si è riflettuto sul tempo: non solo il mondo entrava nell’aula ma anche la storia, il passato, evidenziando come il tempo scorra e porti con sé storie, fatti e vicende. Grazie alla creazione di una linea del tempo “animata” i ragazzi hanno potuto sperimentare fisicamente come le migrazioni hanno da sempre accompagnato la vita degli uomini, per motivi politici, economici e sociali. Grazie ad un filmato queste migrazioni hanno avuto un volto, una voce a volte giovane ma con un accento diverso dal loro, altre volte già rauca ma con una parlata che hanno riconosciuto essere simile alla loro.

Con il secondo laboratorio, i ragazzi hanno avuto l’occasione di sperimentare cosa significa “migrare” e i motivi che possono spingere una persona a lasciare la propria squadra, per esempio “il paese azzurro” con tanti abitanti ma con poco lavoro per tutti, per andare nel “paese rosso” dove tutti gli abitanti riuscivano ad avere lavoro, istruzione, salute, casa e cibo.

Come ultima tappa i ragazzi stanno osservando nella città di Varese i segni delle migrazioni, quelle del passato e quelle di oggi, stanno osservando come il territorio è cambiato nel corso degli anni e come sta cambiando accogliendo nuovi arrivi e di conseguenza anche nuove usanze e abitudini grazie alla disponibilità di tante persone che accolgono i ragazzi nei loro negozi o davanti alle bancarelle del mercato.

Credo che l’esperienza che le classi hanno vissuto sia stata stimolante, formativa ed entusiasmante, assolutamente da riproporre!

Maria Grazia

 

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