Dispensario medico di Pronto Soccorso in Congo
Costruzione di un dispensario medico di Pronto Soccorso nella zona forestale di Mbavu e Khose (Repubblica Democratica del Congo)
RICHIEDENTE
Un'associazione locale denominata ABIC - Alliance pour le Bien-etre Integral au Congo (Alleanza per il Benessere Integrale in Congo), la cui sede di supervisione si trova a Nsioni e che gestirà il dispensario.
RIFERIMENTO IN LOCO
L'avvocato Joseph Masumu. Masumu sta frequentando un dottorato all'Università di Firenze e ha ricevuto dal Governatore della Provincia di Bas-Congo l'incarico di allacciare rapporti di cooperazione con gruppi italiani.
RESPONSABILE DEL PROGETTO IN ITALIA
Nessuno Escluso Onlus: gruppo di Varese.
LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Zona forestale di Mbavu e Khose nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di una zona del settore di Fubu nel territorio di Lukula (Provincia di Bas-Congo). La zona è situata in un'area che dista dai 10 ai 35 Km dalla piccola cittadina di Nsioni.
BENEFICIARI DEL PROGETTO
Gli abitanti della zona, in particolare donne e bambini.
COSTO TOTALE DEL PROGETTO
18.917,06 Euro.
CONTRIBUTO RICHIESTO AI DONATORI
18.917,06 Euro.
CONTRIBUTO DELLA POPOLAZIONE LOCALE
La popolazione locale parteciperà provvedendo alla produzione di 80.000 mattoni, al lavoro non specializzato e al rifornimento della sabbia.
SINTESI DEL PROBLEMA
La zona di foreste tra Mbavu e Khose comprende 32 villaggi con circa 20.000 abitanti. La popolazione vive grazie all'agricoltura tradizionale ed ha un reddito medio pari a 1$ USA al giorno.
Nella zona non c'è un dispensario per le prime cure, mentre il più vicino Ospedale è raggiungibile percorrendo a piedi una distanza media di 25 Km. Nelle vicinanze esiste solo un piccolo dispensario, sprovvisto di mezzi, senza neppure un microscopio né un letto.
Ad esempio le donne incinte devono percorrere a volte 35 Km a piedi per andare a partorire. Cosa molto difficile, tanto che la gran parte delle donne partorisce nei villaggi e in condizioni poco igieniche. Questa è una della cause dell'esistenza di una forte mortalità infantile.
FINALITA' PRINCIPALI DEL PROGETTO
Obiettivi generali:
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migliorare la situazione sanitaria della zona, in particolare quella delle donne e dei bambini;
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avviare un'attività di sensibilizzazione e di responsabilizzazione nei confronti della popolazione sul problema sanitario, ma anche su altri problemi come l'educazione scolastica, la sicurezza alimentare, la povertà, la conservazione delle risorse naturali.
Risultati attesi:
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miglioramento delle condizioni di salute e delle possibilità di cura per circa 20.000 abitanti della zona;
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riduzione della mortalità infantile;
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aumento del rendimento agrario dei contadini i quali, trovandosi in migliori condizioni di salute, potranno lavorare di più.
INTERVENTO
Costruire ed equipaggiare un piccolo dispensario di Pronto Soccorso da utilizzare anche come piccola maternità. Il dispensario servirà anche come luogo degli incontri di sensibilizzazione della gente sulla necessità di prevenire le malattie curando l'igiene e l'alimentazione.
Con i piccoli contributi della gente, costituiti anche dai prodotti della loro agricoltura, ci sono possibilità concrete di garantire almeno l'acquisto regolare dei medicinali di base, acquistabili nelle farmacie della grande città. Con il contributo della popolazione si potrà corrispondere anche un piccolo salario alle infermiere.
Le attività previste sono:
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costruzione di un dispensario di riferimento con la partecipazione di tutta la popolazione attiva;
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equipaggiamento del dispensario con piccole attrezzature di base;
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assunzione di 3 infermieri/e qualificati/e già disponibili, e presenza di un medico proveniente dal vicino Ospedale, secondo un orario da stabilire;
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costruzione, con materiali locali, di 2 toilettes e 2 bagni esterni per gli ammalati;
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costruzione di una piccola cucina per gli ammalati in osservazione e per le donne che hanno partorito;
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equipaggiamento di almeno 10 letti con materasso;
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prevenzione delle malattie come: malaria, tubercolosi, AIDS, vermi, febbre tifoide;
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vaccinazioni programmate;
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planning familiare per controllare le nascite dei bambini;
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visite e cure domiciliari per gli anziani che hanno difficoltà a camminare, visite domiciliari ginecologiche.
DURATA DEL PROGETTO
Sono previsti tre mesi al massimo per ultimare i lavori.
Vedi il dettaglio dei costi di realizzazione del dispensario (
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Aggiornamento del progetto: ambulatorio medico foresta di Mayombe-Bas (Congo)
Joseph Masumu Nzimbala (gennaio 2009)
LA COSTRUZIONE
Nel progetto iniziale era prevista la costruzione di un ambulatorio medico destinato alle cure più semplici e più diffuse, ai piccoli interventi per la cura delle ferite e, soprattutto, all'assistenza delle partorienti.
Nell'attesa di costruire l'ambulatorio, l'associazione locale ABIC aveva affittato una bella casa con muri in cemento e tetto con le tegole da adibire ad ambulatorio. Tuttavia subito dopo era sorto il problema che la proprietaria della casa aveva bisogno di vendere e il fatto si stava concretizzando poiché era presente nella regione una società cinese che l'aveva già richiesta. Il problema, che stava mettendo in crisi l'operatività dell'ambulatorio, è stato risolto grazie all'intervento dello studio dentistico Prece del gruppo di Varese che è andato in Congo, ha comperato la casa, e l'ha data in comodato all'associazione ABIC affinché continuasse ad utilizzarla come ambulatorio medico.
IL PERSONALE MEDICO
Attualmente l'ambulatorio è gestito da un infermiere professionale con due aiutanti che però non hanno avuto un'adeguata formazione. Quindi c'è bisogno di formare, attraverso una borsa di studio, almeno un altro infermiere con l'impegno che resti poi a lavorare nel dispensario della foresta di Mayombe.
Durante lo scorso mese di agosto ha lavorato nell'ambulatorio un'infermiera professionale dell'Ospedale di Tradate, Diana Colombo, che ha avuto modo di dedicare parte del suo tempo anche alla formazione degli aiutanti.
L'ALTRO AMBULATORIO
Una parte dei villaggi della foresta di Mayombe è situata dall'altra parte del fiume e, durante la stagione delle piogge, i malati e le partorienti di questi villaggi non possono recarsi all'ambulatorio. Per questo motivo si è trovata in quella zona una costruzione da adibire ad ambulatorio, dove ogni settimana l'infermiere passa a curare i malati e a seguire le partorienti in difficoltà. Naturalmente questa è una infrastruttura da sistemare ed ampliare.
LA STRUMENTAZIONE
Grazie ad un contributo dei fratelli Consolaro del gruppo Varese e di Nessuno Escluso, è stato possibile acquistare parte degli strumenti necessari all'ambulatorio. Mancano quindi ancora altri strumenti per il primo ambulatorio ed un set completo per quello nuovo. L'infermiere ci farà pervenire una lista completa della strumentazione mancante e necessaria.
I COSTI
Per sistemare la costruzione dell'altro ambulatorio e per completare l'attrezzatura per ambedue, saranno necessari circa 15.000 Euro. A questo scopo verrà inviato al gruppo di Varese e a Nessuno Escluso un budget dettagliato delle opere da fare e degli acquisti da effettuare.
IL MEZZO DI TRASPORTO
Dall'ambulatorio passano tanti ammalati che hanno bisogno della visita di un medico o di un intervento che può essere fatto solo all'ospedale che è molto lontano. Nella maggior parte dei casi il paziente non può camminare ed ha difficoltà a trovare un mezzo di trasporto.
Per questo motivo si sta ricercando un mezzo di trasporto, e la risposta sta arrivando dai fratelli Consolaro del gruppo di Varese che hanno ricondizionato e adattato alle strade sterrate un camioncino della loro ditta. A giorni il mezzo di trasporto verrà spedito in Congo, a disposizione dell'ambulatorio e dell'associazione ABIC.