Un progetto di intervento sulla disabilità nel distretto di Njombe

Il centro di integrazione sociale per bambini disabili "Bethzatha"

Il progetto di sostegno a distanza nasce dalla collaborazione tra l'associazione Comunità solidali nel Mondo ONLUS e l'associazione Nessuno Escluso ONLUS per alleviare il gravoso problema di bambini e adulti disabili.

Comunità solidali nel Mondo ha realizzato il centro per disabili "Bethzatha", dal nome della piscina dove Gesù inviò lo storpio a guarire. Il centro è stato realizzato presso il villaggio di Wangin'gombe, che dista circa 80 km dalla città di Njombe e 40 km da Makambako.

Nessuno Escluso si propone di sostenere le attività del centro tramite il sostegno a distanza per i fruitori del centro. Questo aiuto quindi non verrà indirizzato al singolo, ma servirà a garantire la gestione e la manutenzione del centro, con particolare attenzione alla formazione degli incaricati locali che al momento sono affiancati da un volontario del Servizio Civile Italiano.
Questo supporto si propone inoltre di allargare il raggio di azione del centro e dei suoi operatori, favorendo il coinvolgimento di altri villaggi e beneficiari.

ALCUNI DATI
Il territorio nel quale si svolge l'azione a favore della popolazione disabile è la regione di Iringa, precisamente nel distretto rurale di Njombe, che ricopre un'area di 10.668 kmq.

Anno 2007 Dati assoluti
Popolazione totale Distretto di Njombe 492.745
Bambini sotto 1 anno di età 18.525
Nascite annuali 14.244
Morti neonatali 106
Decessi delle donne al parto 17
Donne di età compresa tra 15 e 49 anni 110.825
Numero dei villaggi 210
Numero abitanti con bagni igienicamente accettabili 85.000
Numero abitanti con accesso ad acqua potabile 52.494

La situazione socio-economica del territorio più in generale della Provincia di Njombe è caratterizzata da una economia quasi esclusivamente agricola (mais, patate, pomodori), allevamento, anche se non mancano piccole imprese artigiane soprattutto nei campi dell'edilizia e della lavorazione del legno (peraltro molto abbondante e di pregio).
Sono frequenti le migrazioni della popolazione giovane maschile verso la costa e soprattutto verso la metropoli Dar Es Salaam alla ricerca (spesso illusoria) di forme più sicure di reddito ma dove la mancanza di qualificazione professionale e la cronica disoccupazione pongono queste persone in situazione estremamente precaria.
Il villaggio direttamente interessato all'azione è quello di Wangin'gombe e i villaggi circostanti che distano circa 80 km dalla città di Njombe e 40 km da Makambako.

IL BISOGNO AFFRONTATO
Le indagini effettuate visitando delle famiglie sul territorio in collaborazione con le autorità locali, nella primavera dello scorso anno (2008) hanno rilevato un fenomeno di totale abbandono di minori e adulti disabili.
Molti bambini sono impossibilitati ad accedere alla scuola e alla vita sociale del villaggio. Bastano i piedi torti o una ridotta mobilità per emarginare i bambini nelle famiglie, senza scuola, senza socializzazione, senza interventi medici e di riabilitazione.
Durante le indagini sono state individuate disabilità di varia natura, da quella fisica a quella mentale.
I bambini spesso non frequentano la scuola, e per contro le scuole pubbliche, il più delle volte, non accettano i disabili.
Le scuole speciali presenti nel Distretto sono solo due: una per non-vedenti a Ilembula e un'altra per sordi a Njombe.

Una volta conclusa la visita alle famiglie all'interno delle quali era presente un bambino o un adolescente disabile nel villaggio di Wangin'gombe, è stata estesa l'indagine anche ai villaggi di Utiga e Lyadebwe. E' risultato che i beneficiari interessati da una azione di integrazione sociale, e di riabilitazione in senso più complessivo, sono circa 30 bambini con disabilità più o meno gravi.

IL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE PER BAMBINI DISABILI
La prima azione che è stata promossa, in accordo con il parroco e con le autorità locali, è stata la promozione e l'organizzazione di un Centro di aggregazione sociale per bambini disabili. L'attività, iniziata nel mese di novembre 2008 in un locale provvisorio messo a disposizione dal villaggio, è rivolta a circa 15 bambini disabili provenienti dal villaggio di Wangin'gombe che sono regolarmente accompagnati per le attività ludico-ricreative dalle mamme o da parenti.
Con questa prima azione si intende così:

  • offrire un luogo d'incontro e d'interscambio per i genitori - soprattutto mamme - che finora hanno considerato i propri figli incapaci di qualsiasi attività e qualsiasi iniziativa;
  • valorizzare le abilità dei bambini;
  • sostenere le famiglie nel processo di attenzione e di responsabilizzazione nei confronti del figlio disabile;
  • far crescere la coscienza del villaggio sulle potenzialità che possono essere valorizzate nei bambini disabili;
  • avviare un contatto più diretto con le autorità scolastiche del Distretto e le scuole stesse per favorire l'inserimento scolastico dei bambini con disabilità.

Nel frattempo, grazie alla collaborazione attiva di un altro volontario in Servizio Civile presso il CESC-PROJECT - un giovane architetto - si è progettato e si è inaugurato il 24 aprile 2009 l'edificio che ospiterà definitivamente il centro di aggregazione sociale per bambini disabili.
La struttura è stata completamente finanziata con i fondi raccolti dalla Associazione "Comunità solidali nel Mondo ONLUS" - ente partner del CESC-PROJECT.

I PRIMI RISULTATI
Il primo risultato apprezzabile è stata la collaborazione e l'interesse da parte della popolazione locale e delle famiglie all'azione proposta. Di fatto le famiglie si sono fatte carico dell'accompagnamento dei figli disabili al centro e hanno cominciato a percepire i vantaggi delle attività proposte per gli stessi ragazzi: interesse per l'apprendimento, per le attività prescolari.

Le autorità dei villaggi hanno collaborato attivamente mettendo a disposizione un locale in disuso e aiutando nelle piccole ristrutturazioni che si sono rese necessarie per la gestione del centro di aggregazione sociale.
Fondamentale poi è stata la collaborazione delle autorità locali in occasione della inaugurazione del centro percepita non solo come occasione di festa ma anche come assunzione di responsabilità rispetto alla popolazione disabile e agli sviluppi futuri dell'iniziativa.

Ma i risultati non sono mancati poi soprattutto in rapporto ai bambini e i ragazzi disabili che hanno frequentato il centro in questi mesi.
I bambini hanno iniziato a giocare tra di loro avviando il processo di socializzazione che finora era completamente sconosciuto.
Si propongono poi i giochi con i Lego, con i puzzle, la palla; si legge qualche libro per bambini, cercando di coinvolgerli; colorano, disegnano, scrivono e leggono (chi è in grado di farlo, ovviamente).
E' stato costruito qualche attrezzo specifico come ad esempio un girello o delle sedie particolari per le bambine più piccole che non riuscivano a star sedute da sole.
Un risultato particolarmente significativo si è avuto quando una bambina, a gennaio 2009, è stata iscritta a scuola e in pochi mesi sta recuperando il tempo perso.

Le mamme, ora che si ritrovano nel centro, sempre più spesso si fermano con i propri figli e socializzano tra loro: il centro diventa non più solo uno spazio di incontro per i bambini ma anche di confronto per loro stesse.

LE PROSPETTIVE
Avviato il centro di Wangin'gombe e consolidato il modello di intervento, il prossimo obiettivo che ci si propone di raggiungere è quello di coinvolgere anche i villaggi circostanti perché le famiglie favoriscano l'inserimento nel centro di altri bambini disabili.
Per i villaggi più lontani, invece, l'ipotesi è quella di creare dei piccoli centri satellite e replicare l'esperienza.
In merito, si sta già lavorando con il villaggio di Lyadebwe, un villaggio a 15 km dalla strada asfaltata, per iniziare anche lì le attività con i bambini disabili.


Alcuni dei bambini che frequentano il centro...

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